09 marzo 2006

Il giorno del concorso pubblico

Oggi ho partecipato al mio primo concorso pubblico. La cosa che più mi ha colpito è vedere gli occhi di tanti giovani, più o meno promettenti, comunque laureati. Erano occhi pieni di sconforto, gli occhi di un'Italia sempre più "impantanata". Intendiamoci non tutti erano dello stesso umore, ma ad occhio e croce i più spensierati erano i più giovani, quelli che magari frequentano ancora l'Università. Sentivi nell'aria discorsi sulle paghe da fame, sul principale che non paga (le paghe da fame), sui contratti a tempo indeterminato che se l'azienda chiude tanto indeterminati non sono, sul perché della parità scuola pubblica-scuola privata, su i "pensionabili" a cui conviene rimanere al lavoro...
Non so dove voglio andare a parare, ma in questo periodo mi gira il c...o abbestia. Così... in generale.
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

è vero. è proprio come dici. ho amici ancora all'uni che mi ascoltano, intervengono, discutono, ma non si rendono conto fino in fondo. poi escono e gli basta un giorno per aprire gli occhi, o per abbassarli.

'soon homie

Anonimo ha detto...

Forse è proprio quest' aria di sconforto che dovrebbe motivare noi giovani. In effetti riuscire a trovare un lavoro al giorno d' oggi è proprio un' impresa. Ma forse non sta proprio qui la sfida? Poter dire un giorno di aver lottato per ottenere un posto di lavoro squallido, forse mal pagato (se almeno pagano...), magari che non ci piace, che lascia poche soddisfazioni (beh, forse allora saremmo autorizzati a spararci!!), ma pur sempre un lavoro!!! E poter dire di avercela fatta!!

Poi c'è anche da dire che secondo me molta gente si fascia la testa prima di rompersela, e questo già è un motivo di demoralizzazione in partenza!!!

La strada purtroppo è ancora lunga e molto in salita!!!
Per usare una metafora ciclistica, "dobbiamo vedere quante marcie e rapporti abbiamo sulla nostra bicicletta, per sapere se arriveremo in fondo alla salita in bici o a piedi".
Mentre dobbiamo guardare dentro di noi per scoprire se abbiamo la voglia e la forza per arrivare in fondo alla salita!

ciao

digadiga!!

Anonimo ha detto...

Ma insomma com'è andato il concorso, zurbaran?

Sara S.